Tipologie e caratteristiche di un arco sportivo professionale

0
5
arco sportivo

Il tiro con l’arco è una disciplina sportiva che porta a chi la pratica notevoli benefici sotto diversi punti di vista.

Oltre al rilassamento derivante dallo stare all’aria aperta a contatto con la natura, il tiro con l’arco permette di sviluppare la propria persona non solo dal punto di vista fisico coinvolgendo numerosi muscoli e migliorando la postura, ma anche sotto numerosi altri aspetti.

Con questa attività vengono aumentate la capacità di concentrazione, l’autocontrollo e l’autostima, e nonostante si tratti di uno sport individuale anche le relazioni sociali ne traggono beneficio: qualche tiro in compagnia rappresenta un’ottima occasione di socializzazione.

Le seguenti righe voglio rappresentare una guida per chi intende avvicinarsi a questa attività, partendo dalle diverse e più comuni tipologie di arco da tiro, affinché ciascuno possa trovare la sfaccettatura dell’attività a lui più congeniale. Prima di continuare però vorremo consigliarvi un sito in cui sono presenti le migliori guide all’acquisto del settore. Troverete tutti i migliori prodotti a confronto sul sito specializzato Arcoefrecce.pro.

Terminologia

Prima di addentrarci nelle diverse tipologie di arco è necessario avere almeno qualche rudimento di terminologia.

Il riser per esempio è il corpo centrale dell’arco, di cui fa parte l’impugnatura.  Al riser sono attaccati i flettenti che possono essere avvitati o inseriti su slitte. Tra i due flettenti viene tesa la corda.

Sul riser può essere presente un rest che è un supporto che sostiene la freccia, mentre un utile accessorio è il clicker che permette all’arciere di scoccare le varie frecce tutte alla medesima potenza, avvisandolo quando la corda viene tesa a un valore da lui stesso prefissato.

Per una maggiore precisione si possono poi applicare dei mirini, appunto per una mira più precisa, e dei baffi che sono delle aste, di solito tre, fissate al riser e con dei pesi alle altre estremità per aggiungere massa all’arco e aumentarne quindi la stabilità.

Tipi di arco

Con le informazioni di cui sopra possiamo ora analizzare le diverse tipologie di arco, cioè le divisioni in cui si divide la disciplina.

Arco nudo

Come dice la definizione stessa gli archi rientranti in questa divisione sono sprovvisti della maggior parte degli accessori: niente mirino e niente baffi stabilizzatori.

E’ consentito l’uso del rest per appoggiare la freccia, nonché un sistema di pesi stabilizzatori che però devono essere inglobati nel riser che insieme ai flettenti deve rispondere ad alcune limitazioni dimensionali.

Nessuna limitazione nei materiali, invece, che possono comprendere leghe di alluminio e carbonio o magnesio.

Vista l’impossibilità di utilizzare un mirino, per migliorare la precisione l’arciere deve acquisire dimestichezza con diverse tecniche di tiro, come lo string walking o il face walking da scegliere a seconda della distanza di tiro.

Arco Olimpico

Rappresenta l’evoluzione dell’arco nudo visto in precedenza, dove la tecnologia offre un importante supporto all’arciere senza sovrapporsi a esso.

Oltre al rest è ammesso l’utilizzo di un mirino e di baffi di stabilizzazione, il clicker per mantenere costante la potenza durante i vari tiri e un sistema di ammortizzazione, detto button per correggere movimenti reattivi dell’arco stesso allo scoccamento della freccia.

Arco compound

Si tratta, come da definizione, di un arco composto e rappresenta il massimo livello tecnologico raggiungibile per questo strumento.

Nell’arco compound un insieme di carrucole eccentriche e rinvii montati sui flettenti incrementano la potenza a parità di apertura di qualsiasi altra tipologia di arco.

Questo sistema permette di raggiungere potenze e velocità della freccia maggiori con minore sforzo fisico. I sistemi di puntamento di questa divisione permettono l’utilizzo, oltre che dei mirini tradizionali, anche mirini potenziati e sistemi di puntamento laser.

Oltre a ciò anche lo sgancio della freccia può essere assistito da sistemi meccanici: in questo modo viene molto ridotta, se non eliminata del tutto, l’interferenza generata da un rilascio manuale della corda.

L’arco compound richiede all’arciere una importante fase di preparazione e regolazione, per poi diventare un tutt’uno con l’arciere stesso.

Esperimenti effettuati con un dispositivo meccanico che simula l’arciere hanno dimostrato che in assenza di effetti esterni, come il vento, un arco compound è in grado di scoccare frecce in sequenza tutte con il medesimo risultato.

Arco istintivo

Questa divisione prevede un arco privo di tutto, ridotto all’essenziale, meno equipaggiato ancora dell’arco nudo visto all’inizio di questo elenco.

Si tura con l’arco istintivo con tutti e due gli occhi aperti, e richiede una tecnica particolare, appunto molto istintiva.

Non è una divisione per chi ama i tiri da lunga distanza, in quanto oltre i 40 metri non è più pensabile utilizzare il tiro con arco istintivo in quanto oltre tale distanza la parabola della freccia non è più prevedibile e quindi gestibile.

Le competizioni con arco istintivo prevedono tiri a oggetti in movimento, come palloni rotolanti o sagome che corrono su binari o cavi sospesi, oppure tiri in rapida successione con bersagli con pochissimo tempo per la valutazione della distanza.

Il longbow

Questa è la divisione per l’arco tradizionale, usato come arma bellica o per la caccia. A sua volta questa divisione si suddivide in due sotto-categorie, la storica e la longbow vera e propria.

Si tratta di un arco dritto, lungo circa due metri (da qui il nome), con struttura rigorosamente unica anche se attualmente è previsto al posto della doga di singola essenza, generalmente tasso, anche l’utilizzo di sandwich di legno per la categoria storica e anche di laminati e carbonio per la categoria longbow .

Essendo così costituito il longbow è notevolmente più leggero degli altri archi e pertanto necessita di molta fermezza nell’impugnarlo e sottopone l’arciere a vibrazioni in alcuni casi abbastanza forti in quanto non smorzate dalla piccola massa dell’arco stesso.

L’arco storico

La divisione dell’arco storico è quella del longbow, ma senza alcuna concessione alla tecnologia dei materiali. E’ ricavato da un unico pezzo di legno, generalmente tasso, e storicamente molto potente, fino a livelli oggi difficili da raggiungere.

Anticamente quello che oggi è chiamato arco storico era uno strumento prevalentemente bellico e aveva la sua efficacia non tanto nella precisione, abbastanza scarsa, quanto nel volume di tiro: basta pensare a centinaia di arcieri che scagliavano contemporaneamente le loro frecce contro i cavalieri nemici a distanza di centinaia di metri.

Poteva infatti scagliare frecce oltre i 300 metri, ma per arrivare a ciò era necessario uno sforzo enorme per tenderlo, tanto che oggi la potenza è stata ridotta e l’utilizzo e prevalentemente quello rievocativo all’interno di giostre e rievocazioni medievali storiche.

Pochi infatti sono gli utilizzatori che lo adoperano per l’attività agonistica o per la caccia, senza contare che la lunga gittata, in aggiunta alla scarsa precisione di tiro di questo tipo di arco, costituirebbe un vero pericolo anche in zone scarsamente abitate.

Clicca per votare questo articolo!
[Total: 0 Average: 0]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here